Topi e ratti costituiscono un elemento negativo per la sanità pubblica. Oltre ai danni economici per la perdita delle derrate alimentari, questi animali sono vettori di numerose patologie che possono essere trasmesse all’uomo ma anche agli animali sia domestici sia in allevamento (es. suini, avicoli).
Altro aspetto altamente negativo in riferimento all’azione dei topi è che possono essere la causa di corti circuiti, fughe di gas o interruzione di collegamenti.
La loro proliferazione è dovuta anche dalla forte diminuzione dei predatori naturali (es. rapaci) ma anche dalla concentrazione in zone ristrette di allevamenti, industrie alimentari, etc.
La derattizzazione deve pertanto essere vista come un intervento di salvaguardia della salute pubblica e nel contempo un’operazione di riequilibrio dell’ambiente dall’eccessiva proliferazione di questi animali.
Ma gli interventi di derattizzazione hanno significato e sono efficaci solo se vengono accompagnati da un continuo e costante monitoraggio dell’evoluzione dell’infestazione anche in relazione al territorio circostante.
Interventi sporadici e limitati nel tempo e che non tengano conto della dinamica complessa dell’ambiente che circonda l’area da disinfestare, non possono garantire in alcun modo la buona riuscita dell’intervento.
Per limitare la presenza dei roditori l’uomo deve necessariamente intervenire sui beni che permettono il proliferarsi della popolazione ed il diffondersi dell’animale stesso. Infatti, per cercare di debellare i roditori è necessario limitare la presenza di acqua, cibo e protezione.
Le principali specie presenti nel nostro territorio sono le seguenti:
TOPO DOMESTICO (Mus domesticus)

Forse originario di un’area intorno al Pakistan, è stato introdotto nell’Europa meridionale attorno al 2000 a.c.
Diffusa nel bacino del Mediterraneo, è scarsa negli ambienti naturali, ma è capillarmente diffusa negli insediamenti umani.
Specie di piccola taglia, è in grado di penetrare attraverso fessure più ampie di 5x5 mm onnivoro, tende tuttavia a cibarsi soprattutto di cereali fabbisogno idrico assai modesto specie non neofobica, presenta una spiccata curiosità innata per i nuovi oggetti.
RATTO NERO (Rattus rattus)

Originario delle foreste dell’Asia sud-orientale equatoriale, è stato introdotto in Europa nei primi anni dell’era Cristiana.
Oggi cosmopolita, è molto diffuso nel bacino del Mediterraneo, mentre è in rarefazione nell’Europa centrosettentrionale.
Onnivoro, tende a nutrirsi di semi e frutti,ottimo arrampicatore, abita soprattutto le parti
alte degli edifici.
RATTO DELLE CHIAVICHE (Rattus norvegicus)
Originario delle aree steppiche a nord del mar Caspio, è stato introdotto in Europa a partire dalla prima metà del 1700 è oggi una specie il cui areale è in continua espansione.
Alimentazione onnivora, ma tende a nutrirsi spesso di cibo animale e, in alcuni casi, può divenire molto neofobico.
Metodi di lotta
ESCHE
Per essere accettati dalla specie bersaglio, i rodenticidi possono essere formulati in vari modi.
Le principali formulazioni sono i cerali sfusi ed in bustine, le bustine di pasta, l’esca in blocchi ed i pellettati le varie formulazioni differiscono per appetibilità, durevolezza e sicurezza.
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DISPOSITIVI DI CATTURA
Molti tipi sono disponibili sul mercato, i principali dei quali sono: trappole a scatto (snap traps) trappole live a cattura multipla o singola,trappole collanti.
Per evitare che i roditori catturati muoiano e vadano in putrefazione, le trappole vanno controllate spesso.
Ogni trappola è selettiva verso determinate specie bersaglio, rallenta il processo di deterioramento dell’esca, costituisce una postazione di monitoraggio, favorisce l’ingresso e la permanenza dei roditori.
La nostra impresa è in grado di intervenire nella risoluzione di tutte le problematiche inerenti alla presenza dei roditori tramite l’ausilio di strategie moderne ed innovative.
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